Anche
qui trionfa il pane, con il saporitissimo "pancotto".
Da assaggiare, se si riesce a trovarlo (purtroppo
non è facile) nei ristoranti: ad inventarlo
pare siano stati i pastori abruzzesi che venivano
a svernare con le loro greggi nella piana del Tavoliere.
In effetti sono molte le assonanze tra la cucina
dauna e quella d'Abruzzo, ricordo evidente dei legami
che hanno unito le due regioni con la transumanzadelle
greggi. Nella variante più semplice, il pancotto
si usa mangiarlo con verdure selvatiche raccolte
nelle campagne del "Tavoliere", come la
rucola, i marasciuoli e le patate, il tutto tassativamente
condito con "olio etravergine di
oliva" a crudo. Un posto di rilievo
tra le minestre occupano le cicorie selvatiche condite
con la purea di fave, la celeberrima"fave
e cicorie", oltre alla
minestra maritata, in cui scarola, cicoria, sedano
e finocchietti, vengono cotti in brodo di carne
e insaporiti con pancetta di maiale soffritta ed
abbondante pecorino grattugiato. Tipico del menù
pasquale sono i "cardoncelli con
carne di agnello ed uova".