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E
quando la povertà non consentiva di mangiare
un secondo a base di carne o di pesce nemmeno alla
festa? Niente paura, ecco venire in soccorso alle
massaie preoccupate ancora una volta le verdure. Tra
secondi così ricchi da essere quasi un piatto
unico e contorni ce n'è davvero una infinità.
Il piatto più tipico è la
tiella, a base di patate arricchite,
secondo disponibilità e preferenze, da pomodori,
formaggio pecorino grattugiato, pangrattato, origano,
prezzemolo, funghi, tutto messo pazientemente a strani.
Perché esca benissimo occorre cuocerla - come
si usava un tempo - dal fornaio. Comunque occorre
che la parte superiore sia gratinata, e quella sottostante
ben cotta, per gustarne tutto il sapore. Nella tiella
possono starci anche i lampascioni,
altro preziosissimo pilastro delle tavole foggiane.
In italiano si chiamano cipolloni del fiocco, scientificamente
"Muscari comosomum" e sono diffusi in tutta
la Penisola: solo che nel resto d'Italia vengono ignorati.
Sono in provincia di Foggia e nel resto della Puglia
vengono utilizzati a scopo alimentare, e questo la
dice lunga sull'attenzione che si presta a tutto ciò
che venga elargito da madre terra. Si trovano dunque
allo stato selvatico, sottoterra: sono caratteristici
per il loro gusto amarognolo. Se si pongono in acqua
per alcuni giorni l'amaro va via, ma i lampascioni
hanno perso il loro sapore unico. Si preparano i modi
svariati: lessati e conditi con aglio, prezzemolo
e sale, indorati e fritti, a frittata, alla brace.
E ancora: i peperoni (i
più caratteristici sono quelli conditi oppure
ripieni con acciughe e pangrattato), le
melanzane, gli asparagi (rigorosamente
selvatici, che si trovano nei boschi del Gargano e
del Subappennino) fritti, i carciofi,
i funghi. |